Questo video ha vinto 8 premi a Cannes.
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Domenica 27 luglio a Giovinazzo (Bari) c’è Paolo Benvegnù in concerto all’interno di questa rassegna.
Lo segnalo e lo consiglio caldamente.
Come si dice in questi casi? Ah sì: sperando di aver fatto cosa gradita…
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Il caldo soffocante di questi giorni era riuscito a rallentare i riflessi di tutti, anche dei bambini dell’autobus affollato su cui ero salita per tornare a casa.
C’era silenzio a dispetto del solito chiacchiericcio e voglia di trovarsi tutti, ognuno nelle proprie case, sotto la doccia o semplicemente davanti al frigorifero alla ricerca della bottiglia d’acqua più fresca. Anche il conducente non doveva desiderare molto altro di diverso. Chissà quando sarebbe finito il suo turno.
Eravamo imbottigliati nel traffico dell’ora di punta e avevamo appena caricato un altro gruppo di persone pronte a bruciare l’ossigeno rimanente nel veicolo. Le porte si chiudono e l’autobus riparte. In una manciata di secondi, non più di una decina, succede questo: il conducente riparte e vede un uomo con 3 rose in mano che dall’altra parte della strada gli fa una smorfia di disperazione per aver perso la corsa. L’uomo tenta un cenno, una richiesta d’aiuto. Il conducente prosegue per pochi metri ma poi si ferma. E Aspetta. Giusto il tempo che l’uomo con le rose possa attraversare e infilarsi nella porta posteriore prontamente riaperta.
Il conducente accaldato deve aver colto (o pensato) in quei pochi secondi che l’uomo stava andando ad un appuntamento d’amore ed ha contravvenuto alla regola che vieta di potersi fermare al di fuori delle fermate prestabilite pur di aiutare lo sconosciuto. L’uomo con le rose, nel frattempo, ha attraversato il corridoio affollato, facendosi strada con le sue scarne rose - una bianca, una gialla e una rosina - ed ha ringraziato con un secco ma intenso grazie. Dall’aspetto e dall’accento piuttosto slavo dell’uomo, il conducente doveva aver fatto un grande favore ad un albanese, forse un rumeno.
L’autobus ha ripreso la sua corsa ed io ho ripreso a guardare fuori dal finestrino mentre tutto accadeva lentamente per il caldo soffocante.
L’amore dissesta i ponti e - a volte - ferma gli autobus.
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Ricevo dal mio pusher di chicche la segnalazione di un artista che fa delle cose straordinarie con i graffiti animati. Vi suggerisco vivamente la visione qui. Se sfogliate tutto il sito troverete graffiti manufatti meravigliosi.
Come le ciliege, una meraviglia ne ha tirata un’altra.
Sapete chi è Gianluigi Toccafondo? Guardate questo e poi ditemi. Toccafondo disegna e poi, tra un passaggio e l’altro, fa delle fotocopie mosse e dipinge sulle fotocopie, poi le monta con la vecchia tecnica di montaggio dell’animazione. Il risultato tecnico è quello che vedrete, quello contenutistico è oltremodo suggestivo.
Questo video è dedicato a Pasolini e si chiama Essere morti e essere vivi è la stessa cosa. Non posso chiosare, aggiungere altro se non dirvi Buona Visione.
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“Pensate che forma strana avrebbero i cellulari se la bocca non fosse vicino alle orecchie”.
Non so chi ma qualcuno l’ha detto.
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Non avere un atteggiamento inquisitorio. Mi raccomando, le avevo detto decisa.
Rossella (bionda e liscia) mi aveva raccontato di aver trovato, sulla coperta del suo uomo, un capello lungo, riccio e nero.
Il sospetto era stato immediato.
“Cosa faccio, secondo te?” mi aveva chiesto Rossella.
Digli che ti hanno detto di averlo visto uscire di casa con una bruna, riccia, capello lungo. Scherzaci su. Non drammatizzare. In fondo - al momento - non è successo nulla, no?
“Sì, ma IO devo sapere”.
Si, d’accordo, ma se lo interroghi come Zenigata non hai speranza alcuna di capire e ti rimarrà il sospetto che ti stia mentendo. Chiediglielo con calma senza che lui debba dimostrare un reato che tu gli hai già imputato. Ok?
“Si, hai ragione”.
Sei tranquilla, vè? In fondo tu vuoi capire, non punire, giusto?
“Giusto! Grazie è sempre bello parlare con te, amica mia!”. Questo mi disse Rossella facendomi credere d’averla rassicurata.
2 giorni dopo. Stesso bar, angolo confessioni. Lei una coca cola io un caffè freddo.
Allora? come è andata la conversazione con lui? sei riuscita a capire?
“Capire?” “Conversazione!!!?” “Sticazzi!!”
Che è successo? chiedo allarmata.
“L’altro pomeriggio eravamo in relax sul letto - mi dice lentamente - ad un certo punto, quando ho visto che era tutto tranquillo, gli ho detto di aspettare un secondo…
e che hai fatto?
mi sono girata verso il cassetto ed ho tirato fuori il capello!
Co-co-cosaaaa??? Hai conservato il capello nel cassetto?
Si. In una bustina di quelle per congelare il cibo?
Cosaaa? come nei film?? hai conservato una prova come si fa sulla scena del delittooo?
Sì. Embè!?!
Oh, ma non t’avevo detto niente ispettore Zenigata? Non ci credo, hai conservato il cap…
“Sì, vabbè, non ci sono riuscita. Insomma…mi giro verso di lui e gli dico: cos’è questo?”
O-mio-ddio.
“E lui fa faccia sorpresa”.
Fa la faccia, eh? Ma dai? E come maaai?
Lei: cos’è questo???
Lui: e che ne so io? cos’è? mi sembra un capello…
Lei: e di chi èèèè?? dice Rossella.
Lui: e che ne so? oh ma che sta succedendo? ribatte, interdetto.
Io: gli hai chiesto anche dov’era tra le 4 e le 5 del pomeriggio di domenica scorsa?
La mia amica ride.
Ma che te ridi???
Alla fine i due hanno fatto pace. Lui ha farfugliato due scuse, mi dice la signora Zenigata, e poi ha buttato il capello. Ma non il sacchetto.
Certo! Vedi mai dovesse trovare un po’ di pellicina sospetta!
→ 9 CommentsCategorie: amore e dintorni
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Per tutti quelli che hanno sempre avuto un diario, che hanno cercato i posti più segreti all’ombra di sguardi indiscreti dove poterlo nascondere. Per tutti quelli che lo hanno condiviso - almeno una volta nella vita - con un’amica o un amico e per tutti quelli che non hanno mai smesso di sentire la necessità di fermare i ricordi e i pensieri in un personalissimo luogo. Per noi diaristi, insomma, hanno realizzato un programma semplicissimo per tenere un diario on line. Trovo la segnalazione qui. Il programma si chiama Penzu ed è semplicissimo da usare.
Con una semplice e veloce iscrizione, il diario diventa accessibile solo attraverso una password; si può condividere, corredare di foto, lucchettare le singole pagine per una maggiore certezza della loro inaccessibilità.
La differenza con i blog, cosiddetti diari on line ma che di diario - inteso come luogo segreto delle proprie quotidiane memorie - hanno poco, è che ai contenuti su Penzu vi si accede solo con password e non ha i tools tipici della condivisione (blogroll, feed rss, widget vari).
→ 10 CommentsCategorie: diario · segnali di fumo
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Firenze è una città d’arte anche per gli artisti contemporanei. E pace all’anima - suprema - di Leonardo, Giotto e Brunelleschi. In controtendenza rispetto all’idea di Firenze come luogo-museale in cui gli spazi “d’arte” sono solo luoghi per turisti affamati di cartolini e souvenirs, nasce Artsenal63 uno spazio esclusivamente dedicato alle esigenze degli artisti.
Artsenal63 nasce dall’idea di Clarice Plana, col patrocinio del Ministero del Lavoro, della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e col contributo dell’UE, ed è il primo spazio operativo per l’artista contemporaneo. Il progetto, assolutamente innovativo, è il primo a Firenze. Ha una metratura complessiva di circa 400 mq, caratteristica che lo rende idoneo per essere utilizzato come struttura modulare polivalente, adattabile alle necessità di lavoro di artisti professionisti, ma anche per chi fa arte per passione o svago.
Artsenal 63 offre un insieme di servizi all’artista, che potrà affittare uno spazio anche solo temporaneo, attrezzato per realizzare il proprio lavoro, indipendentemente dalla tecnica praticata, senza doversi sobbarcare oneri economici troppo alti. Anche le piccole compagnie teatrali o le piccole produzioni di arti visive, possono usufruire della struttura.
In attesa delle foto, vi segnalo il prossimo appuntamento che si tiene all’Artsenal63 il prossimo martedì:
(ore 21), performace live (MIXED MEDIA LIVE) di Selfish, video artista e visual designer. La sua presentazione è visibile sul sito www.a63.it
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Gattomur - partendo da un articolo che ha egli stesso trascritto qui, mi segnala in un commento al post precedente che la poesia diffusa su internet da qualche giorno, attribuita Bertold Brecht, è invece presumibilmente stata scritta da un teologo tedesco di nome Martin Niemoller.
Così come dice wikipedia alla voce relativa al teologo antinazista, l’attribuzione di questa poesia rimane comunque incerta.
→ 1 CommentCategorie: errata corrige
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento
perchè rubacchiavano
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto
perchè mi stavano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato
perché mi erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente
perchè non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
Bertold Brecht
Grazie a fabrizio per la segnalazione.
→ 5 CommentsCategorie: luoghi comuni · segnali di fumo · segni urbani
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